Arrivati all’undicesima fermata qualcosa cambia nella festa. Si tratta di una sosta totalmente differente dalle altre, gli animi chiassosi dei portatori e della folla si placano: è un momento di forte pathos. Il candeliere dei Pastori, che per tutto il tragitto precede quello dei Massai, cede a quest’ultimo, con un generoso inchino, il passo. I candelieri riprendono la loro marcia per arrivare in Piazza S. Pietro dove, fra due ali di folla, attendono l’arrivo della processione e al passaggio del simulacro della Vergine Dormiente lo riveriranno con un solenne inchino. Più tardi faranno l’ingresso in chiesa anche i due Candelieri: per primo quello dei Massai e per secondo quello dei Pastori e rimarranno nella cattedrale per otto giorni.

La sera dell’ottava si ripetono le stesse operazioni che sono state fatte il giorno della festa, i candelieri vengono portati fuori dalla chiesa, dove hanno sostato per otto giorni, e differentemente dal giorno di Ferragosto nel quale durante la processione è l’obriere maggiore a portare il cero affianco al simulacro della Vergine, in questo caso sarà l’obriere minore ad avere l’onore di portare con sé il cero votivo.






Undicesima fermata.



Inchino alla Vergine.



Piazza S. Pietro. I Candelieri.




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